Cortocircuito

Il cortocircuito del design

CONCEPT

Sempre di più negli ultimi anni, nei campi del design e dell’arredamento di interni, si sta affermando la spasmodica ricerca del prodotto originale, del “pezzo unico” da ottenere a tutti i costi.
I processi di globalizazione del mercato e delle merci hanno prodotto in questo settore un’enorme ondata di prodotti a basso costo, che in un primo momento ha soddisfatto il mercato degli acquirenti, offrendo l’inedita possibilità (o quantomeno l’illusione) di acquistare oggetti progettati e realizzati con cura, in una parola Design.
Ben presto però i nostri spazi si sono riempiti di oggetti seriali e ripetitivi, e quella che inizialmente ci era apparsa come la nuova via verso un design fresco, vivace e finalmente democratico, si è rivelata per quello che era: una continua ripetizione e riproposizione di poche forme e modelli ormai consolidati.paolo casalis progettazione modellazione 3d modello casalis paolo modello disegno grafica arredo ceramica abet bra mdf laminato laminati plastici decor decorazione cortocircuito sistema modulare esterni interni salone mobile design sottsass lucchi pollock pollok memphis
Le nostre case assomigliano sempre più al catalogo dei grandi magazzini e dei centri commerciali che frequentiamo e,ciò che è peggio, la nostra casa assomiglia sempre di più a quella del nostro collega di lavoro, del nostro parente,amico, vicino di pianerottolo.
Il rapporto tra idee e oggetti non è mai stato così impari, per cui una stessa idea viene riproposta in migliaia di esemplari, viene clonata all’infinito, con piccole variazioni rispetto al modello di partenza.
Di fronte alla conseguente domanda di oggetti maggiormente differenziati e personalizzati, il mercato risponde non certo abbandonando le logiche della produzione seriale e di massa, ma attraverso due strade solo parzialmente diversificate.
La prima consiste nell’introduzione negli oggetti di un sempre maggiore grado di sofisticazione e di complessità, in una parola di “decorazione”:negli ultimi anni abbiamo assistito alla riproposizione a piene mani di motivi barocchi, arabeschi, floreali, optical...in un continuo crescendo di elementi decorativi ed ornamentali.
La seconda strada consiste nel delegare all’utente finale la personalizzazione dell’oggetto o degli spazi, offrendogli la possibilità di modificarne la forma, il colore o la funzione, oppure creando prodotti il cui unico scopo è quello di rendere originale e personalizzato l’ambiente in cui viviamo.
Luci multicolor, arredi modulari e componibili, così come appliques, stencil e decorazioni da parete ci vengono in soccorso nel nostro sforzo di customizzazione di singoli arredi o interi ambienti.
Entrambe le tendenze, anzichè attenuarlo, finiranno con l’aumentare il problema della ripetitività di quanto ci circonda, quando le nostre case saranno sature di oggetti in principio originali, esotici e inconsueti, di fatto ormai comuni, seriali e per di più tutt’altro che sobri.
In entrambi i casi si viene a creare un enorme cortocircuito: per risolvere il problema della spersonalizzazione degli oggetti causato dalla produzione di massa, si creano oggetti di massa con un’accentuata caratterizzazione estetica e formale, oggetti tanto personalizzati quanto diffusi e seriali e quindi impersonali, e il ciclo si ripete all’infinito.
paolo casalis progettazione modellazione 3d modello casalis paolo modello disegno grafica arredo ceramica abet bra mdf laminato laminati plastici decor decorazione cortocircuito sistema modulare esterni interni salone mobile design sottsass lucchi pollock pollok memphis Cortocircuito nasce da un’approccio ironico a queste tematiche.
Nel suo formato di tavola di 1mX1m, è un grande gioco del design in cui le pedine nascoste sono la produzione di massa, i consumatori come soggetti unici con loro aspirazioni e velleità, il decorativismo e la personalizazione dell’oggetto.
Il laminato si presenta come una superficie liscia a prima vista interamente bianca, in realtà segnata da innumerevoli puntini e grappoli di numeri, una complessa decorazione visibile soltanto a uno sguardo più attento.
E’ il classico gioco di “unire i puntini”, per cui l’immagine astratta e informale che vediamo è in realtà il preludio a forme più definite e familiari.
E’una superficie che può essere lasciata nel suo aspetto originario di texture incompiuta in quanto già di per sè decorativa, superficie “attiva” e non semplice rivestimento poichè è l’osservatore a completare l’immagine, a ricostruire con il pensiero una forma appena suggerita, associandone mentalmente i puntini, creaando le proprie costellazioni di immagini e segni.
La sua incompiutezza è tuttavia un pungolo, uno stimolo incessante all’azione diretta, a prendere matita, colori e pennelli o qualunque altro mezzo, e a completare il gioco.paolo casalis progettazione modellazione 3d modello casalis paolo modello disegno grafica arredo ceramica abet bra mdf laminato laminati plastici decor decorazione cortocircuito sistema modulare esterni interni salone mobile design sottsass lucchi pollock pollok memphis
In tal caso, la superficie si presta a infinite forme di personalizzazione: ciascuno può decidere con quale tecnica o strumento unire i puntini e riempire le forme, se utilizzare il bianco e nero oppure i colori, se creare una superficie monocromatica oppure associare a ciascuna forma un colore diverso, se completare interamente il gioco oppure unire solamente alcuni dei punti; infine, i più refrattari all’ordine possono decidere di non seguire la numerazione ufficiale, unendo i punti a caso o secondo regole personali.
In ogni caso, il risultato sarà sorprendente quanto spiazzante:a un’azione meccanica, laboriosa e ripetitiva come quella di unire dei punti assegnati, si compone un’immagine che richiama l’arte informale e in particolare l’opera di Jackson Pollock, il maestro dell’action painting, icona della spontaneità e del gesto istintivo, quasi inconscio nel suo percorso diretto pensiero-azione.
Un’azione ripetitiva e seriale che si traduce in forme apparentemente libere e creative nella loro casualità e irripetibilità, in realtà forme codificate e “cloni” dell’opera di Pollock.
Si realizza così il cortocircuito: dalla serialità di partenza, all’effimera originalità, a una nuova espressione di serialità.

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